Sono arrivata
Mentre scrivo queste righe, la valigia è ormai vuota.
Gli oggetti hanno trovato il loro posto.
I taccuini sono sul tavolo.
Le cere hanno attraversato le Alpi.
Gli strumenti hanno lasciato il banco dell’atelier per qualche giorno.
E gli anelli sono arrivati a Parigi.
La galleria è piccola. Tre metri quadrati appena.
Abbastanza però per raccontare una storia.
Non ho portato tutto.
Ho scelto di portare solo ciò che considero essenziale: anelli, cere, strumenti e qualche parola.
Le forme nate tra Torino e la Grecia.
I rami delle tamerici trasformati in cera.
Le alleanze che iniziano sempre da una conversazione.
I gesti che precedono il metallo.
In questi giorni osservo le persone rallentare davanti alla vetrina.
Alcune guardano gli anelli.
Altre si fermano davanti alle cere.
Qualcuno legge i piccoli testi.
Qualcuno entra.
Mi piace pensare che il mio lavoro inizi proprio lì.
Non quando il gioiello è finito.
Ma quando nasce una curiosità.
Una domanda.
Una storia da ascoltare.
Per qualche giorno l’atelier si è spostato a Parigi.
Poi tornerà a Torino.
Con nuove idee, nuovi incontri e nuove tracce da trasformare in metallo.







